L’oratorio dedicato a San Rocco si trova nella zona ovest del paese, fuori dal centro storico, sulla via che porta al fiume Sesia.
La posizione appartata fa supporre che fu probabilmente costruito in seguito alle devastanti pestilenze succedutesi nel XVI sec., come voto della popolazione a questo Santo “ausiliatore” a cui ci si rivolgeva per guarire da gravi malattie, come la peste. Sulla facciata campeggia infatti la scritta “Ave o Roche/ es defensor/ popoli tui/ landionesis”.
All’interno del piccolo edificio, a pianta rettangolare con volta “a botte”, è presente in controfacciata un’interessante balconata lignea seicentesca, proveniente dalla chiesa parrocchiale. Le semplici linee esterne, accompagnate dal portico d’accesso, da un piccolo campanile a vela e dalle tipiche finestrelle per guardare all’interno riproducono alla perfezione l’impianto tipico delle chiesette campestri del territorio.
L’edificio è costituito dunque da tre corpi distinti, oggi ribassati di circa 50 cm rispetto al piano stradale.
Il porticato è sostenuto da due massicci pilastri con sfondati ad arco con volta a crociera e piccolo cornicione sagomato e racchiuso da muriccioli bassi al contorno, probabilmente aggiunti nel corso dell’Ottocento.
Il corpo centrale ha una facciata molto allungata che termina con un timpano triangolare e un torrino centrale con campana; la porta d’ingresso, contornata da due finestre quadrate con inferriata, è sormontata da una raffigurazione di San Rocco con cagnolino sul cui sfondo appare la chiesa di Santa Maria dei Campi. Lungo i lati, due ordini di finestre rettangolari illuminano l’interno.
Il terzo corpo, meno elevato, corrisponde al presbiterio a pianta quasi quadrata, con due finestre. Dalle mappe storiche risulta che anche questa parte sembra sia un’aggiunta successiva al XVIII sec.