Quaresima

per vivere la Quaresima… le nostre proposte di preghiera e di meditazione

Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore…» (Gioele 2,12).

Sono le prime parole della prima lettura della prima Messa di Quaresima, la Messa del Mercoledì delle Ceneri. Parole programmatiche, un invito forte da parte del Signore. Un avvertimento, un segnale di attenzione. Sembra di sentire la voce metallica di un navigatore satellitare che, quando si accorge che abbiamo preso una strada che ci porta lontano dalla meta, si rivolge al guidatore dicendogli senza mezzi termini:

«Tornate indietro appena potete!».

Le differenze ovviamente sono tante… La voce del Signore, pur chiara e ferma, non è metallica, ma è la voce amorevole di un Padre premuroso; il software di Dio non fa cilecca come spesso capita al GPS; la connessione con lui non dipende dal wi-fi o dal “campo” del cellulare, che sovente manca proprio quando più servirebbe… e così via. Però siamo disposti, soprattutto quando non conosciamo la strada, a metterci nelle mani di un aggeggio elettronico fidandoci ciecamente delle sue indicazioni anche quando ci manda a incastrarci in un vicolo o in una strada sperduta di campagna. E quanto siamo disposti a fidarci della voce di Dio e delle sue segnalazioni?

La prima segnalazione è proprio quella del “tornare indietro”, del capire che si è presa una direzione sbagliata e che conviene affrettarsi a recuperare la strada giusta prima di trovarsi troppo lontani dall’itinerario prefissato, prima di perdersi in zone sconosciute, prima di finire in un fosso. Si chiama conversione, e richiede un radicale cambiamento di prospettiva. Bisogna fermarsi, decidersi e cambiare rotta prima che sia troppo tardi. Prima che la strada del male diventi l’unica percorribile… la Quaresima è proprio il tempo per capire l’errore, per identificare quello che, nella nostra vita, ci porta fuori strada. Lontano da Dio e lontano dagli altri. Lontano dall’amore vero, nella direzione dell’egoismo, della superficialità, della prepotenza. Quando il navigatore satellitare ci dà indicazioni che noi crediamo errate – e succede! – noi possiamo ignorarlo, anche spegnerlo se ci infastidisce con la sua petulanza. Ma siamo sicuri di volerlo fare anche con Dio? Siamo davvero così convinti di essere sulla strada buona nonostante il suo avvertimento?

L’itinerario di conversione che il Navigatore (non quello satellitare, ma quello Celeste) ci propone non si limita però a chiederci di tornare indietro. Proprio come un GPS, anzi decisamente meglio, il Signore appena invertiamo la rotta riprende a darci tutte le indicazioni di cui abbiamo bisogno per proseguire.

Tre sono le indicazioni principali di questo tempo di Quaresima. Ce le ha ricordate il Vangelo della Messa delle Ceneri (Matteo 6,1-6.16-18): l’elemosina, la preghiera, il digiuno. Sono indicazioni forti, non si tratta di atteggiamenti da prendere alla leggera… ci impongono di fare un salto di qualità nella nostra vita, nel nostro rapporto con Dio e con i fratelli. “Conversione” è “pensare in grande”, accettando di affrontare anche le salite più ripide pur di proseguire nel cammino.

L’elemosina è un segno concreto della disponibilità ad amare i fratelli nei fatti, e non solo a parole. La preghiera ci mantiene in sintonia con il Signore, ci avvicina a lui, ci fa essere sempre più simili a lui. Soprattutto se nella preghiera ci mettiamo in ascolto della sua Parola, se la assimiliamo, se perdiamo del tempo per conoscere sempre meglio Gesù e il suo messaggio d’amore e di speranza. Il digiuno ci permette di ricordarci che «non di solo pane vivrà l’uomo» (Matteo 4,4), ma che c’è una fame e una sete diversa da quella del corpo. La sobrietà nel mangiare, nel bere, nel soddisfare i nostri bisogni primari, libera spazio nella nostra vita, nel nostro tempo, nel nostro corpo e nel nostro cuore: uno spazio che potrà essere riempito, con conseguenze sicuramente meno rischiose per la salute fisica e spirituale, dall’amore e dalla carità. Inoltre il digiuno e l’astinenza, pur temporanei e assai limitati, ci avvicinano ulteriormente a coloro che sono costretti al digiuno perché non hanno di che sfamarsi, a coloro che devono per forza astenersi dall’esagerare non per loro volere ma perché a malapena riescono ad accontentarsi dello stretto necessario…

Quel formidabile GPS spirituale che è la Parola di Dio ci segnala, infine, anche un altro parametro utilissimo per meglio proseguire nell’itinerario della Quaresima. Potremmo paragonarlo alla segnalazione dei limiti di velocità che un navigatore ci dà a seconda della strada su cui ci troviamo. Così come nel Codice Stradale, anche nel Codice Quaresimale non si può andare oltre una determinata velocità, pena un serio rischio per la sicurezza. Il limite di velocità spirituale è quello dell’umiltà, della riservatezza, del vivere la Quaresima senza ostentazioni, senza ipocrisie:

«non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti […], per essere lodati dalla gente» (Matteo 6,2).

Sembra proprio che questo Navigatore Celeste funzioni… vogliamo provare ad attivarlo e a lasciarci guidare da lui?

Buona Quaresima!

 

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